Pogona Vitticeps, cos’ è il Morph?

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Pogona Vitticeps, cos’ è il Morph?

Morph

La Pogona Vitticeps è tra i rettili più detenuti e riprodotti in cattività. Questo ha condotto ad un lavoro di selezione artificiale da parte degli allevatori di tutto il mondo al fine di ottenere esemplari con specifiche caratteristiche morfologiche.

La realtà dei fatti va quantomeno conosciuta, dopodiché ognuno sarà ovviamente libero di scegliere come comportarsi e che criteri adottare nell’ allevamento. Proprio per questo abbiamo voluto, in questa guida, parlare anche delle problematiche potenziali che possono interessare i vari morph, non limitandoci solo a descriverli superficialmente.

In concreto, cosa si può fare? Sicuramente poco: il fatto che esemplari wild non possano arricchire il pool genetico di Pogona è un limite senza dubbio. Ma danni ulteriori possono essere evitati a livello di morph lavorando con accoppiamenti in eterozigosi, oppure evitando di accoppiare esemplari appariscenti ma evidentemente deboli ed infine evitare gli accoppiamenti tra consanguinei quanto più possibile, anche tra Pogona ancestrali. Questo se si vuole allevare la specie in maniera consapevole e con una sorta di etica, cercando di salvare il salvabile; purtroppo, in un quadro già tutt’altro che roseo. 

  • Cosa sono i morph

Un morph, per essere considerato tale, deve essere trasmissibile geneticamente; si tratta quindi di un carattere morfologico portato da uno specifico allele. La cosa importante è comprendere il meccanismo di trasmissione al fine di poter ottenere, attraverso accoppiamenti mirati, le caratteristiche desiderate.

Ci teniamo a sottolineare che un morph è dato da una mutazione genetica casuale che viene poi selezionata artificialmente dagli allevatori e che in natura non verrebbe mai fissata nel genoma della specie, in quanto porta un animale a discostarsi troppo dalle tipiche caratteristiche del wild type; che sono quelle più adatte alla sopravvivenza nell’ambiente naturale, derivanti dal lungo processo di evoluzione e specializzazione.

Chi si avvicina al mondo delle Pogona, e più in generale a quello dei rettili, è facile che venga colpito dalla varietà cromatica di pattern e dalla particolarità di alcuni morph

Pogona violacee e fluorescenti, rosse brillanti, bianche candide, piuttosto che gialle limone o ancora arancio acceso, marrone scuro, olivacee… insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Quello però che un neofita spesso ignora, o almeno non comprende a pieno, è tutta la gamma di problematiche che i morph si portano dietro. 

Questo accade per un processo che avviene a monte, nel momento della nascita e consolidazione del morph stesso. Infatti per riprodurre una determinata mutazione, ma anche solo per consolidarla e capirne il funzionamento, per scongiurare la presenza di eventuali malattie ad essa connesse, vanno effettuati numerosi accoppiamenti tra consanguinei. Mettiamo il caso che si possegga un individuo di un nuovo morph: necessariamente andrà accoppiato con X individui normai, per vedere come il morph si comporta. Se in F1 (nei baby nati da tali accoppiamenti), il morph non si sarà manifestato, si potrà ipotizzare si tratti di un recessivo. Se ne avrà quindi conferma facendo accoppiare tra loro i baby della F1 (o col genitore omozigote); che essendo teorici eterozigoti per questo morph, daranno vita ad un 25% di prole omozigote per il morph, in F2 (50% se accoppiati col genitore omozigote). Se invece il morph fosse dominante, si manifesterebbe direttamente in F1.

E questo è solo il primo passo. La catena di accoppiamenti tra consanguinei è ancora lunga prima che il morph venga immesso sul mercato. Questa prassi, a prescindere dal tipo di morph, tendenzialmente indebolisce gli animali (tranne in rari casi, endemismi ad alta consanguineità di alcune specie di rettili che paiono non risentire della cosa). Questo perché con una certa variabilità genetica è meno probabile che si manifestino problematiche connesse ad una mutazione recessiva dannosa. Se invece il pool genetico è ristretto, è più probabile che tale mutazione recessiva venga a galla.

Rispetto ai mammiferi, i rettili risentono più tardivamente, nella scala generazionale, di problemi legati alla consanguineità. La risposta che danno molti allevatori, riguardo a questo tema è che non vi sono problemi ad accoppiare animali consanguinei fino alla sesta generazione.

Certamente, ma questo discorso avrebbe senso se gli animali che iniziamo ad accoppiare, anche non teorici consanguinei tra loro, non derivassero a loro volta da accoppiamenti tra consanguinei. 

Questo è ormai impossibile se si parla di Pogona.

Le importazioni dall’ Australia sono vietate dagli anni ’90. Ne consegue che non è possibile rinnovare le linee di sangue esistenti da quella data e, vista anche l’alta prolificità di questi animali, tutti si ritrovano ad avere, chi più chi meno, un alto tasso di inbreeding, anche i semplici ancestrali.

Se poi, ad animali già di per sé potenzialmente indeboliti, andiamo ad aggiungere i morph, che derivano da un conclamato e serrato inbreeding, o addirittura morph con note problematiche ad essi connesse, è decisamente ovvio che avremo animali sempre più deboli.

La fonte di questi articoli è Pogona Italia, se sei un medico veterinario, un allevatore esperto e noti degli errori in questo articoli ti invito a farmelo presente nella sezione contatti, questo sito nasce con lo scopo di dare informazioni corrette riguardo la Pogona Vitticeps.

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